19
Dicembre
Chi è il notaio
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Il notaio è un pubblico ufficiale al quale lo Stato italiano ha attribuito la competenza a ricevere tutti gli atti tra vivi e di ultima volontà e attribuirvi pubblica fede. Oltre ai rapporti nell’ambito della famiglia, dei quali è tra i maggiori esperti, e alle successioni, il notaio è impegnato in molti ambiti, fra cui: circolazione dei beni immobili (compravendita di case, uffici, terreni, capannoni, laboratori, donazioni, divisioni, mutui ipotecari ecc.); passaggi più rilevanti dell’impresa, sia a forma individuale sia a forma societaria (costituzione e scioglimento, modifiche statutarie di società cessioni e affitti di aziende, ecc.). Il notaio italiano è sottoposto a stringenti controlli da parte dello Stato che contribuiscono ad aumentare ulteriormente la sicurezza del suo intervento nei confronti dei cittadini. Tutti gli atti notarili, infatti, sono soggetti al controllo periodico da parte dell’Agenzia delle Entrate (ogni 4 mesi) e del Ministero della Giustizia (ogni 2 anni), per verificare la corretta tassazione degli atti e la loro conformità alla legge. I Consigli Notarili Distrettuali, invece, vigilano sul comportamento del notaio. In caso di irregolarità rilevate, il notaio subisce un procedimento disciplinare con irrogazione di sanzioni, affidate a commissioni di disciplina regionali indipendenti, presiedute da un magistrato togato. Questo garantisce assoluta imparzialità nelle decisioni. Il notaio italiano riscuote per conto dello Stato le imposte collegate a tutti gli atti (imposte di registro, ipotecarie, catastali, ecc.) versando ogni anno, attraverso la propria rete informatica, alcuni miliardi di euro di imposte indirette e sulle plusvalenze senza alcun aggio a carico dello Stato, anche se non riscossi dal cliente.

L’atto pubblico notarile.

Il notaio attribuisce pubblica fede, cioè il valore di prova legale, agli atti che stipula. Perciò tutti – compreso il giudice – devono presumere vero ciò che è da lui atte - stato, salvo che sia accertato il reato di falso. Per questo il notaio deve accertare personalmente qual è la volontà delle persone che a lui si rivolgono e lo scopo da raggiungere, al fine di preparare l’atto, conforme alla legge, più idoneo ed economico. A tal fine è imprescindibile l’attività di consulenza del notaio prima della stipula dell’atto.

Le garanzie dell’atto.

Nell’esercizio della sua funzione il notaio deve essere, per legge, indipendente e imparziale: deve quindi tutelare gli interessi di tutti i contraenti in uguale misura, a prescindere da chi gli abbia conferito l’incarico. Deve, pertanto, astenersi ogni qual volta si trovi in conflitto di interessi (ad esempio, quando all’atto partecipano propri parenti). Il notaio svolge una funzione di controllo preventivo di legalità: ha il dovere di far rispettare le leggi e non può e non deve ricevere atti proibiti dalla legge. Prima di ricevere un atto, il notaio ha il compito di accertare chi siano le parti che si rivolgo - no a lui e deve attestarne l’identità personale. Il notaio ha poi il dovere di verificare che le parti siano legittimate al compimento dell’atto. Con particolare riferimento ai soggetti incapaci e alle persone giuridiche, il notaio dovrà quindi accertarsi che alla persona fisica che interviene davanti a lui sia stato legittimamente attribuito il potere di rappresentanza e che sussistano tutte le autorizzazioni necessarie per il compimento dell’atto. Il notaio è tenuto a verificare la conformità delle volontà a lui dichiarate con le norme dell’ordinamento giuridico non solo italiano. Nel caso in cui la fattispecie presenti elementi di estraneità, il notaio deve individuare la legge applicabile al caso concreto in base alle regole di diritto internazionale privato e valutare se la volontà delle parti é conforme all’ordinamento applicabile.

I controlli antiriciclaggio.

Ai sensi della normativa in materia antiriciclaggio, il notaio deve provvedere all’identificazione della clientela, del titolare effettivo dell’operazione e comunicare eventuali operazioni sospette con segnalazione all’UIF, Unità di Informazione Finanziaria presso Banca d’Italia. Secondo i dati forniti dall’ Unità d’Informazione Finanziaria (UIF), circa il 90% delle segnalazioni di operazioni sospette trasmesse dai professionisti, provengono da notai. Anche questo aspetto fa capire come il notaio sia a servizio dei cittadini, ma al fianco delle istituzioni nel controllo di legalità.

La lingua degli atti notarili.

La legge prescrive che gli atti siano redatti in lingua italiana. Quando però le parti dichiarino di non conoscere la lingua italiana, l’atto notarile potrà essere scritto in lingua straniera, purché tale lingua sia conosciuta dal notaio. Al testo in lingua straniera sarà affiancata la traduzione in lingua italiana. Se il notaio non comprende la lingua straniera conosciuta delle parti, sarà comunque possibile perfezionare l’atto notarile alla presenza di un interprete scelto dalle parti. In questo ultimo caso l’atto sarà redatto in lingua italiana, ma allo stesso sarà affiancata la traduzione redatta dall’interprete nella lingua straniera. E’ così assicurata, anche per gli stranieri, la possibilità di accedere ai vantaggi della contrattazione per atto notarile. Dell’atto, e della sua eventuale traduzione in lingua straniera, il notaio, eventualmente con l’ausilio dell’interprete, dovrà poi dare lettura alle parti. Queste saranno così in grado di verificare che il notaio abbia correttamente riportato la loro volontà nell’atto pubblico, prima di sottoscriverlo con la propria firma.

La pubblicità e conservazione degli atti notarili.

Successivamente alla sottoscrizione dell’atto, il notaio provvederà alla trasmissione ai pubblici registri immobiliari, delle imprese, dello stato civile o delle persone giuridiche. La pubblicità degli atti notarili non è quindi un onere a carico delle parti, ma é un preciso obbligo del notaio. Grazie a tale compito affidato dalla legge al notaio, i pubblici registri dello Stato italiano sono completi, affidabili ed aggiornati quasi in tempo reale. Il notaio cura la conservazione degli atti da lui perfezionati che, quindi, non correranno il rischio di essere perduti. Solo in specifiche ipotesi previste dalla legge, il notaio potrà consegnare l’originale alle parti. Il notaio ha, inoltre, il compito di rilasciarne copie certificate a chi le richieda. A tali copie la legge riconosce lo stesso valore degli originali. La conservazione degli atti notarili è poi assicurata anche successivamente alla cessazione dalle funzioni del notaio che li ha ricevuti. Gli atti, infatti, sono consegnati all’Archivio Notarile, struttura del Ministero della Giustizia dello Stato italiano, che ne cura la conservazione ed è competente a rilasciarne copie certificate.

LA RESPONSABILITÀ DEL NOTAIO

Per la sua attività il notaio, in qualità di pubblico ufficiale, deve attenersi a precise regole, fissate nel codice deontologico e dalla legge, per garantire tra le altre cose che: - l’atto notarile sia conforme alla volontà delle parti; - l’atto notarile sia valido e quindi conforme alla legge; - gli effetti giuridici dell’atto non siano pregiudicati da vincoli o da diritti di terzi (ad esempio ipoteche, pignoramenti, servitù, prelazioni, ecc.) di cui il notaio non abbia avvertito le parti. Se il notaio non adempie i suoi doveri professionali è responsabile per legge sotto diversi profili: - civile, se ha causato alle parti danni per l’inadempimento dei suoi doveri professionali, il notaio è obbligato a risarcire i danni; - penale, se ha commesso reati; - disciplinare, se viola principi deontologici della categoria, il notaio deve pagare ammende di carattere pecuniario o essere sospeso dall’esercizio della professione per un determinato periodo di tempo o, nei casi più gravi, è prevista la sua destituzione. In considerazione di tali responsabilità i notai sono stati i primi professionisti in Italia a dotarsi, già dal 1999, di assicurazione obbligatoria che per legge copre ogni notaio in caso di responsabilità civile per errore. Esiste, inoltre, un fondo di garanzia per i danni derivanti da illeciti di carattere penale. Il cittadino, italiano o straniero, che entra nello studio di un notaio sa quindi di poter contare su una tutela sia in caso di errori sia in caso di dolo, senza eccezioni.

LA CONDIZIONE GIURIDICA DELLO STRANIERO IN ITALIA

Il notaio, quando è chiamato ad esplicare la sua attività in relazione ad atti pubblici o scritture private autenticate a cui partecipano una o più parti che non sono cittadini italiani, applica una serie di regole – conosciute nel complesso sotto il nome di condizione giuridica dello straniero – che definiscono i limiti, ormai molto estesi, entro cui i cittadini stranieri possono compiere atti giuridici in Italia. La condizione giuridica dello straniero in Italia trova la sua prima e fondamentale regolamentazione nella Costituzione italiana, la quale stabilisce che essa è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali. Con particolare riguardo alle fonti di natura internazionale, l’appartenenza dell’Italia all’Unione Europea fa sì che i cittadini di Stati membri dell’Unione godano in Italia delle libertà fondamentali previste dall’ordinamento europeo, vale a dire la libera circolazione dei capitali, la libera circolazione delle merci, la libertà di stabilimento di attività economiche in Italia e di prestazione di servizi in Italia e la libera circolazione dei lavoratori. Sulla base delle indicate libertà garantite dalla cittadinanza europea, i cittadini di Stati membri dell’Unione possono compiere in Italia, alle stesse condizioni alle quali è consentito ai cittadini italiani, tutti gli atti giuridici tra i quali, ad esempio, l’acquisto di un immobile o di un’azienda, la conclusione di un contratto di finanziamento o la costituzione di una società. I cittadini di Stati che non fanno parte dell’Unione europea – e salvo quanto si dirà a breve per i cittadini non europei regolarmente soggiornanti nel territorio italiano – possono compiere atti giuridici con effetti valevoli in Italia solo se è verificata la condizione di reciprocità, ossia solo nei limiti in cui sarebbe consentito a un cittadino italiano compiere quegli stessi determinati atti giuridici nello Stato del cittadino straniero che intende operare in Italia. La condizione di reciprocità può essere soddisfatta anche per il tramite di una delle numerose convenzioni internazionali stipulate dall’Italia con molti Stati esteri per la reciproca protezione degli investimenti da parte dei cittadini degli Stati contraenti. La verifica del soddisfacimento, o meno, della condizione di reciprocità in relazione ad atti per i quali è richiesto l’intervento del notaio è demandata al notaio medesimo ed implica un’analisi che deve essere necessariamente condotta caso per caso – eventualmente anche con l’ausilio del Ministero degli Affari Esteri italiano – in quanto il suo esito dipende sia dalla tipologia concreta di atto giuridico che si intende porre in essere sia dalla legge nazionale del soggetto che si propone di compierlo. A prescindere dal soddisfacimento, o meno, della condizione di reciprocità, i cittadini di Stati che non sono membri dell’Unione Europea ma che sono regolarmente soggiornanti in Italia possono compiere atti giuridici se la loro permanenza sul territorio italiano è legittima secondo l’ordinamento nazionale. Tale condizione è attestata dal possesso del permesso di soggiorno, in corso di validità, o dal permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo, documenti che dovranno essere esibiti al notaio prima del compimento dell’atto per il quale è richiesto il suo intervento. Appurata la possibilità, alle condizioni sopra evidenziate, per i cittadini stranieri di compiere determinati atti giuridici in Italia, è opportuno evidenziare che non necessariamente l’atto in questione, ancorché rogato o autenticato dal notaio italiano, sarà regolato dalla legge italiana. Il sistema del diritto privato internazionale italiano – cioè il sistema di norme che permette di individuare la giurisdizione e la legge applicabile a determinate fattispecie giuridiche che presentano caratteri di transnazionalità – è, infatti, fortemente orientato all’apertura verso gli ordinamenti giuridici stranieri con cui tali fattispecie presentano delle connessioni. La legge italiana ed alcuni Regolamenti Europei che regolano in maniera uniforme determinate fattispecie di diritto internazionale privato individuano infatti, a seconda delle ipotesi, una serie di criteri di collegamento di modo che, di volta in volta, potrà essere applicabile la legge italiana o quella dell’ordinamento straniero individuato dal criterio di collegamento applicabile o, in alcuni casi, quella scelta dalle parti dell’atto giuridico. A titolo esemplificativo, con riguardo alle tematiche di maggior rilevanza, si può evidenziare che, stando alla legge italiana: - i rapporti personali tra i coniugi sono regolati dalla legge nazionale comune dei coniugi o, in mancanza, da quello dello stato in cui la vita matrimoniale è prevalentemente localizzata; - i rapporti patrimoniali tra i coniugi sono regolati dalla legge che regola i loro rapporti personali (salvo che i coniugi convengano per iscritto di regolare i loro rapporti patrimoniali in base alle legge dello Stato di cui almeno uno di essi è cittadino o nel quale almeno uno di essi risiede); - le obbligazioni contrattuali sono in ogni caso regolate in accordo con quanto dispone la Convenzione di Roma del 1980 che, oltre a prevedere una serie di criteri di collegamento in base alle diverse fattispecie di volta in volta coinvolte, consente – salvo limitate ipotesi – alle parti del contratto di scegliere liberamente una legge applicabile, ancorché priva di alcun collegamento con il contratto; - le società, le associazioni, le fondazioni ed ogni altro ente, pubblico o privato, anche se privo di natura associativa, sono disciplinati – di regola – dalla legge dello Stato nel cui territorio è stato perfezionato il procedimento di costituzione. Con riguardo a coniugi stranieri, magari di diversa nazionalità, è opportuno verificare in concreto con il notaio la soluzione di maggior soddisfazione per essi coniugi anche in relazione alla loro futura successione in caso di morte o in relazione alle esigenze dei figli.

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