19
Dicembre
Così il property manager fa rendere un immobile
Torna al blog
Fonte: Sole 24 Ore

C’è un segmento dell’immobiliare, spinto in modo particolare dalla domanda di affitti brevi, che dà vita a nuovi servizi e rappresenta una possibile strada di crescita per i professionisti del settore o per chi vorrebbe farne parte: il property management. Si tratta, in sostanza, di gestire per conto dei proprietari (a fronte di una provvigione) tutti gli aspetti della locazione: pubblicazione degli annunci, definizione del prezzo, riscossione dei canoni e versamento delle ritenute fiscali, ma anche ottimizzazione degli spazi (piccola manutenzione e home-staging), organizzazione delle pulizie, accoglienza e check-out degli ospiti.

Secondo una stima di Halldis, in Italia 500 mila alloggi sono messi a reddito tramite lo short rent, ma un altro mezzo milione sarebbe potenzialmente disponibile, tra seconde case delle famiglie e almeno 50-60 mila cespiti provenienti dagli Npl. “in effetti sono in moti ad aver bisogno di un property manager. Sgr, fondi e società che hanno assorbito gli Npl delle banche chiedono questi servizi per valorizzare il più possibile gli stock immobiliari. Ma anche i piccoli proprietari, che hanno investito in qualche appartamento da mettere a reddito, hanno capito che si tratta di un’attività complessa e continua, difficile da compiere in autonomia nei ritagli di tempo e che va dunque affidata a terzi”, ragiona Vincenzo Cella, segretario dell’associazione di categoria Property managers Italia.

I protagonisti del “property” sono tanti e diversi tra loro, perché si va da vere e proprie imprese che ormai fatturano milioni di euro, a singoli gestori, che nella maggior parte dei casi svolgono anche altre attività. “Nelle piazze maggiori, come Milano, Roma o Firenze, il mercato inizia ad essere saturo ed è dominato dagli operatori medio grandi”, dice Cella.

Società in crescita.

Sono operatori che continuano a crescere ed investire. La milanese Italianway ha da poco lanciato il progetto di franchising di property manager a marchio Wonder Italy, che punta a raccogliere 70 affiliati entro dicembre, con un obiettivo ambizioso sui 5 anni: 300 affiliati, 20 mila strutture gestite (oggi sono 500) e 200 milioni di fatturato (20 milioni è la previsione 2019).

Halldis, su scala europea, sfiora ormai i 30 milioni di fatturato. Myplace (circa 5 milioni di ricavi) ha da poco raddoppiato gli investimenti su Milano, mentre Rentopolis ha appena chiuso un nuovo round di finanziamento su Mamacrowd (300 mila euro, il triplo della soglia minima). E accanto a queste imprese, fioriscono start up di servizi altamente tecnologiche e al 100% made in Italy. E’ il caso di Travel Appeal, che si occupa di analisi big data sui flussi turistici, Keesy e Vikey, per la gestione automatizzata e via smartphone degli accessi, Yougenio (rete di 200 professionisti in 11 città per pulizie, manutenzione e assistenza h24), fino agli operatori dell’home staging e di monitoraggio della web reputation.

“Probabilmente, gli spazi di crescita maggiori sono nei borghi e nelle zone di mare e montagna, in cui non arrivano gli investimenti delle grandi catene alberghiere e dunque la ricettività residenziale conserva un peso determinante”, aggiunge Cella. Ed è qui, più che nei capoluoghi, che anche i “piccoli” possono trovare spazio.

BELVEDERE ITALIANO® Privacy - Accedi
powered by